Villa Pusterla, conosciuta anche come Villa Pusterla Crivelli Arconati, è una splendida villa del XVIII secolo situata a Mombello, un quartiere di Limbiate nella Provincia di Monza e Brianza, Italia. Situata ai piedi di una collina, questa villa non è solo la più importante di Limbiate per il suo valore storico e artistico, ma rappresenta anche uno dei principali esempi di architettura lombarda.
Le origini della Villa Pusterla risalgono al XIV secolo, quando fu costruita dalla famiglia Pusterla come residenza suburbana. Nel XVI secolo, la proprietà passò alla famiglia Carcano. Alla morte di Giacomo Antonio Carcano nel 1543, l'eredità, inclusa Mombello, fu contesa dai suoi nipoti del ramo Arconati, che alla fine ne ottennero il possesso dopo una lunga battaglia legale contro i nipoti Carcano. Durante la proprietà degli Arconati, iniziarono importanti trasformazioni, specialmente sotto Giovanni Battista Arconati tra il 1560 e il 1564.
Anna Visconti, parente di San Carlo Borromeo e cugina del Cardinale Federico Borromeo, ebbe un ruolo cruciale nell'ascesa sociale della famiglia Arconati grazie al suo matrimonio con Giacomo Antonio Arconati. Fu determinante nel trasformare la villa in una residenza permanente piuttosto che in un semplice ritiro estivo, sfruttando le sue ampie connessioni sociali.
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Nel 1719, la villa fu trasferita alla famiglia Crivelli da Giuseppe Antonio Arconati. Il senatore Giuseppe Angelo Crivelli guidò la trasformazione della residenza in un centro politico e sociale. La villa ospitò diverse figure di spicco, tra cui Ferdinando IV, Re delle Due Sicilie, e Napoleone Bonaparte, che stabilì qui il suo quartier generale nel 1797, preferendola alla Villa Reale di Monza. Il soggiorno di Napoleone è ben documentato attraverso le 216 lettere scritte durante il suo tempo nella villa. La villa accolse anche il pittore Antoine-Jean Gros, che qui creò il primo grande ritratto di Napoleone. Inoltre, la madre di Napoleone, Maria Letizia, e le sue sorelle Carolina, Elisa e Paolina risiedettero nella villa, con il matrimonio di Paolina con il generale Leclerc che si svolse nell'oratorio della villa.
Dopo un periodo di abbandono e numerosi cambi di proprietà a metà del XIX secolo, la villa fu acquisita dalla Provincia di Milano nel 1863. Fu riconvertita in una succursale dell'ospedale psichiatrico di Milano, diventando il nuovo Manicomio di Mombello nel 1865. Questa trasformazione segnò un capitolo significativo nella storia della villa, poiché rimase un ospedale psichiatrico per oltre un secolo fino all'entrata in vigore della Legge Basaglia nel 1978, che ne decretò la chiusura. Successivamente, la villa cadde in disuso, con parti di essa riconvertite nel 1976 come Istituto Tecnico Agrario Statale Luigi Castiglioni. L'istituto, intitolato alla figura dell'Illuminismo italiano Luigi Castiglioni, che soggiornò brevemente nella villa e utilizzò il suo parco per studi botanici, ottenne l'autonomia operativa nel 1980.
La villa fu inizialmente costruita su un promontorio che dominava la pianura circostante. Nel XVI secolo, sotto la famiglia Carcano, assomigliava a una fortezza-palazzo con una forma quadrata, torri angolari e un cortile interno. Gli edifici erano semplici ed essenziali, occupando i quattro lati attorno a un cortile chiuso, con un bastione che la circondava completamente. La disposizione dell'edificio era collegata a un nucleo medievale preesistente, i cui resti furono scoperti durante i successivi restauri.
Modifiche significative furono apportate sotto Giovanni Battista Arconati nel 1560, concentrandosi principalmente sull'ala nord del palazzo. Questi lavori includevano la creazione di nuovi spazi e il collegamento della residenza all'oratorio preesistente, aggiungendo un nuovo altare dedicato a Santa Maria Assunta. A metà degli anni 1580, Anna Visconti Arconati commissionò numerosi lavori di abbellimento e ristrutturazione, affidando il progetto all'architetto Martino Bassi. I suoi disegni enfatizzavano le proporzioni e la simmetria, e a lui si attribuisce il portico aperto sul lato ovest, successivamente chiuso per creare una grande sala al piano terra. La villa fu così trasformata in una residenza permanente piuttosto che in un ritiro stagionale. Il conte Luigi Arconati aggiunse in seguito un grande balcone che dava sul giardino con gradini terrazzati.
Dopo la vendita della villa alla famiglia Crivelli nel 1719, questa la trasformò in un lussuoso palazzo con un giardino all'italiana caratterizzato da fontane e giochi d'acqua. Durante questo periodo, la villa fu parzialmente ricostruita in stile barocco, perdendo le sue forme medievali rimanenti. La struttura attuale, progettata dall'architetto Francesco Croce, risale probabilmente al 1754. La villa assunse una forma a U con un portico che collegava le due estremità delle ali laterali, creando un piccolo cortile. La facciata, adornata con due semi-torri, era rivolta a est. Il lato che dava sulla valle era caratterizzato dal balcone terrazzato che la collegava al giardino, dove l'abate Crivelli istituì un giardino botanico, uno dei più grandi d'Europa all'epoca. Restaurazioni furono eseguite anche sull'oratorio di San Francesco, collegato alla villa, trasformandolo in una cappella barocca privata con affreschi raffiguranti San Francesco d'Assisi, San Carlo Borromeo e Santo Stefano Martire.
Nel XXI secolo, la villa ha subito un restauro, preservando le caratteristiche barocche e neoclassiche introdotte dalla famiglia Crivelli. L'oratorio di San Francesco non è più collegato al palazzo se non tramite passaggi sotterranei, che costituiscono la parte più antica dell'edificio. Questi passaggi contengono resti delle scale che scendevano dalla collina prima della costruzione delle terrazze. All'interno, la villa conserva affreschi e varie decorazioni, offrendo uno spaccato della sua ricca eredità storica e artistica.
In conclusione, Villa Pusterla rappresenta un esempio della grandiosità e dell'importanza storica dell'architettura lombarda. La sua trasformazione da residenza nobiliare a ospedale psichiatrico e poi di nuovo a luogo di interesse storico riflette la storia dinamica della regione. I visitatori di Villa Pusterla possono immergersi nel suo passato ricco di storie, esplorando le meraviglie architettoniche e i racconti storici che hanno plasmato questa straordinaria villa.
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