Situata nel cuore storico di Como, la Chiesa di San Donnino rappresenta un simbolo del ricco patrimonio spirituale e architettonico della città. Questa affascinante chiesa invita i visitatori a fare un tuffo nel passato, esplorando le sue stratificazioni storiche, dalle origini romaniche al suo ruolo attuale nella comunità.
I primi documenti che menzionano la Chiesa di San Donnino risalgono alla fine del XIII secolo, quando era parte della parrocchia di Zezio. Costruita originariamente in stile romanico, la chiesa ha subito numerose ricostruzioni, ciascuna aggiungendo un nuovo capitolo alla sua lunga storia. I resti della sua abside semicircolare originaria sono ancora visibili in un piccolo vicolo dietro l'edificio attuale, sussurrando segreti delle sue origini medievali.
Nel XIV secolo, una significativa ricostruzione trasformò la chiesa in una struttura a due navate, con cinque altari e una facciata decorata con un'immagine di San Donnino. L'ultima grande ristrutturazione avvenne nel XVII secolo sotto il patrocinio dei vescovi Archinto di Como. Durante questi lavori, furono scoperti antichi pavimenti a mosaico e reperti, aggiungendo un tocco di fascino archeologico al sito.
Avvicinandosi alla Chiesa di San Donnino, i visitatori vengono accolti da un portico neoclassico, progettato da Carlo Polti nel 1813. Questo maestoso ingresso, con le sue colonne imponenti e il timpano, prepara i visitatori all'esplorazione dei tesori interni della chiesa. Tra il portico e la chiesa stessa, una scultura lignea della Pietà è incastonata in una nicchia, offrendo un momento di riflessione prima di entrare nello spazio sacro.
Il campanile della chiesa, risalente al 1770 e modificato nel XIX secolo, ospita tre campane fuse nel 1947 dai resti di quelle requisite durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo toccante ricordo di resilienza e rinnovamento risuona in tutto il complesso della chiesa.
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All'interno, la chiesa presenta una singola navata con un soffitto a volta a botte, decorato con ornamenti e affreschi del XVI e XVII secolo. Le pareti, fiancheggiate da pilastri corinzi progettati da Federico Frigerio, guidano lo sguardo verso la finta abside, splendidamente dipinta da Giuseppe Coduri Vignoli.
L'altare maggiore barocco, ricostruito nel 1752, è sormontato da un dipinto del XVII secolo raffigurante San Donnino con la Madonna, il Bambino Gesù e un altro santo, forse Pio V o più probabilmente, Sant'Abbondio. Le pareti del presbiterio presentano affreschi di Mosè ed Elia di Francesco Silva, realizzati nel XVIII secolo.
La sacrestia è una galleria d'arte sacra, che ospita dipinti come il Crocifisso con San Francesco di Giovanni Domenico Caresana e un'opera di Torildo Conconi. Un crocifisso in avorio spagnolo del XV secolo proveniente da Saragozza aggiunge un tocco esotico alla collezione.
Sopra l'ingresso, la cantoria, costruita nel 1750 e restaurata da Federico Frigerio nel 1937, ospita un organo acquistato dall'Esposizione Internazionale di Milano. Questo strumento ha sostituito un organo precedente ora situato nella chiesa di Santa Maria a Rezzonico.
La Chiesa di San Donnino vanta quattro cappelle, ciascuna un santuario di espressione artistica. Sul lato sinistro, la Cappella Volpi, ristrutturata nel XVII secolo, presenta affreschi di Antonio Maria Crespi Castoldi e stucchi di Gian Battista Barberini. Il suo altare, realizzato da Francesco Rusca, espone un dipinto della Madonna col Bambino con i Santi Domenico, Filippo Neri e Antonio da Padova.
La Cappella del Crocifisso, commissionata dall'Ospedale Sant'Anna, presenta affreschi di Giovanni Domenico Caresana e stucchi dorati della famiglia Bianchi. A destra, la Cappella di Sant'Antonio da Padova e la Cappella della Madonna sono ricche di affreschi e dipinti di artisti come Giovanni Mauro della Rovere e Lodovico Pogliaghi.
Oggi, la Chiesa di San Donnino non è solo un monumento storico, ma anche una parte vibrante della vita religiosa di Como, accogliendo sia i parrocchiani locali che i membri della comunità greco-cattolica ucraina. Le sue pareti, adornate con vetrate del tardo XX secolo di Eugenio Rossi, raccontano storie di fede e arte, rendendola una meta imperdibile per chi esplora il tessuto culturale di Como.
In conclusione, la Chiesa di San Donnino è più di un semplice edificio; è un racconto vivente di fede, resilienza e realizzazione artistica. La sua ricca storia e le sue splendide caratteristiche artistiche la rendono una tappa essenziale per chiunque voglia comprendere l'anima di Como.
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